Bitcoin e politica, un binomio non troppo amico

Bitcoin e politica, un binomio non troppo amico

I Bitcoin, l’alternativa monetaria in cui i fan più accaniti si riuniscono in quella parte del diagramma di Venn dove “tech” e “libertario” si sovrappongono, ha sempre avuto un astio da parte della politica. Il fascino di questa valuta è radicato nella diffidenza: verso i dollari, i governi, le banche, la Federal Reserve, la BCE e tutte le altre istituzioni simili.

Non è quindi sorprendente che la Federal Election Commission ha ricevuto una richiesta da un comitato di azione politica chiamato Action Fund Conservative, che cerca un parere consultivo sull’accettazione di pagamento in Bitcoin.

Altre organizzazioni politiche americane hanno già dimostrato di essere pro-Bitcoin, ne sono un esempio alcuni candidati in Nord Dakota e nel Vermont. Darryl Perry, uno dei politici che si sono candidati alla presidenza USA 2016, è favorevole a questa moneta virtuale e addirittura lo scorso mese di aprile ha inviato una lettera aperta al FEC (Federal Election Commission) in cui ha informato la commissione che non avrebbe accettato donazioni che fossero state fatte in valute riconosciute dalle leggi federali ed aventi corso legale; in parole povere, Perry avrebbe accettato solo Bitcoin, Litecoin e metalli preziosi.

L’ex presidente FEC, Trevor Potter, ha prontamente risposto dicendo che i comitati politici americani possono già accettare denaro in valuta estera (a condizione che siano pagamenti fatti da cittadini statunitensi ed entro certi limiti).

E’ difficile immaginare, tuttavia, perché i Bitcoin siano meno accettati rispetto ad un rublo russo o ad una rupia indiana. Il problema principale, dal nostro punto di vista, è che il valore di questa valuta virtuale oscilla molto, il che potrebbe rendere il valore di una donazione difficile da definire in maniera certa. Ma certamente non è solo questo, soprattutto se consideriamo che le valute come i Bitcoin sono fuori dal controllo delle grandi istituzioni bancarie mondiali (come la FED), il che porta ad idee che alcuni definiscono “bizzarre”.

Nella sua lettera, Perry, ha scritto che questa valuta virtuale, come le monete d’argento, hanno un valore, di conseguenza bisognerebbe poter operare con esse anche a livello politico.

In ogni caso, alcuni prevedono che i Bitcoin avranno un ruolo sempre maggiore nelle campagne politiche (e non solo in esse) del futuro, anche in considerazione del fatto che si tratta di una valuta sempre più apprezzata e, ad oggi, usata ancora da pochi. Benché tutti possano comprare questa cripto-valuta (così chiamata perché tutte le transazioni sono criptate e non è così semplice risalire alle parti) usando un semplice portafoglio come CoinBase, sono davvero pochi coloro che, nella pratica, lo fanno.

I più “temerari” decidono di investire usufruendo delle opportunità messe a disposizione da questo o quel broker di forex o di opzioni binarie, seguendo i consigli di siti web come questo e cercando di stare attenti a non perdere tutto, ma le opportunità che i Bitcoin e tutte le altre valute “gemelle” forniscono sono davvero numerosi, sia come investimento che come opportunità di comprare cose su internet, ad esempio.

Il futuro sarà delle criptovalute?


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *